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Testimonianze

Il coro Calicantus a Riccione - Chiesa Mater Admirabilis

TOUR ITALIA 2016 – TESTIMONIANZE DEI CORISTI
Siamo ragazze molto fortunate perché abbiamo il dono della musica e la bellezza del canto. Grazie di cuore a tutti coloro che rendono questo “pezzo di vita” migliore.

A mio parere questa è stata la tournée più bella perché eravamo uniti come non mai e ci siamo divertiti un mondo pur rimanendo seri quando ci voleva!

Ora che siamo tornati mi sento sola senza di voi perché è stata un’esperienza fantastica che tutti un giorno dovrebbero fare prima o poi!

Grazie mille a tutti per tutto e per i bellissimi concerti che abbiamo fatto impegnandoci con tutto il cuore.

Un grazie speciale va a Mario che a causa di un imprevisto ha dovuto cambiare la meta del nostro viaggio in così poco tempo.

Grazie a tutte le monitrici e a Simona per l’organizzazione e per l’impegno che mettete in ogni momento.

La musica ci ha uniti, ci ha regalato degli amici per la vita, e noi abbiamo cercato in questo viaggio, di condividerla anche con altri.

Siamo in tanti, quasi 50, tutti dai 10 ai 19 anni, è pazzesco come riusciamo a collaborare tutti, per poter vivere una settimana insieme senza mai stufarci. Sono orgogliosa di far parte di questo coro, e penso che tutti dovrebbero poter provare le stesse cose: l’orgoglio di appartenere a qualcosa di così bello e la gioia di poter condividere le proprie passioni con gli altri.

So che è facile dirlo appena tornati, e lo diciamo ogni anno, ma questa volta me lo sono detta appena partiti: “questo sarà il viaggio migliore”, e così è stato.

Siamo amici da una vita, e per una vita lo saremo, solo grazie alla musica.

Tutti dovrebbero far parte di un gruppo come questo, dove ci si sente accettati e mai giudicati, perché ci si conosce troppo bene per farsi trascinare dai pregiudizi.

È impossibile spiegare le sensazioni che si provano a chi non le ha vissute, non è una semplice gita scolastica, non è una vacanza con gli amici, è molto di più, abbiamo tutti lo stesso obiettivo, la musica, la musica che ci ha fatti incontrare e che fa sognare chi ci ascolta.

Ho capito quanto sia speciale il coro e quanto sia speciale il gruppo in particolare quando alla fine del viaggio siamo riusciti ad organizzare uno scherzo tutti insieme, uno scherzo di quelli belli! Durante una canzone abbiamo cantato in play back, il Mario non lo sapeva, nessuno ha sbagliato ed è partito, in quel momento eravamo tutti in un posto tutto nostro, non stavamo facendo un concerto, in quell’istante eravamo noi, gruppo, che avevamo fatto qualcosa tutti insieme senza il bisogno che un adulto ci spronasse, eravamo noi, ragazzi, ad essere riusciti a metterci d’accordo per fare una sorpresa agli altri.

Ci hanno davvero commossi le parole della maestra Benedetta Nofri che è riuscita a ringraziarci in un modo che tutti penso ricorderemo. Ma mi è rimasto impresso soprattutto il commento del maestro Fabio Pecci “si vede che non siete un coro solo in concerto, lo siete anche nella vita di tutti i giorni” forse la formulazione era diversa, ma il senso era quello. Voleva dire che si vedeva anche da fuori quanto siamo uniti e quanto sia forte l’amicizia che ci lega.

Diario di viaggio:
Tour Austria – Repubblica Ceca
5-12 aprile 2015
Durante i viaggi, i campi estivi e i weekend, nel coro circola un diario. Ognuno vi scrive liberamente ciò che vuole. Per questo viaggio una nostra monitrice ci ha suggerito di fare un giornalino, un diario un po’ più articolato. Anche il nostro maestro ha tenuto un diario che qui riporta in corsivo con alcuni passaggi.
Il viaggio in terra Ceca è sempre particolare, la sua gente, la sua cultura, l’amicizia tra i nostri rispettivi maestri. Ecco allora un piccolo viaggio sulla carta, per condividere, per sorridere, per ricordare e per continuare a raccontare una storia infinita, dei bambini e della musica…
Domenica di Pasqua 5 aprile
Siamo arrivati al parcheggio della Morettina già alle 8 di mattina. Dopo esserci annunciati, abbiamo disposte in ordine le valigie in modo che nostri stimatissimi maschi potessero posarle sul bus. Abbiamo salutato i nostri genitori dopo di che siamo partiti direzione Graz. Come piccolo regalo di Pasqua il “coniglio Mario” ci ha gentilmente portato treccia e cioccolato. Dopo questa buona colazione il fantastico fondo bus ha cominciato a giocare a giochi di società, con sottofondo della canzone di questa viaggio: CMI-Cheerleader, che ci ha seguiti per tutta la settimana. Dopo due ore: prima pausa pipì e altro. Questa domenica di Pasqua è stata piena di sorprese, infatti le nostre dossier-girls ci hanno preparato un “fascicolo con l’itinerario del viaggio e spunti storico-culturali per incentivare il godimento della trasferta e per stimolare approfondimenti”. Più tardi, seppure con varie difficoltà tecniche, siamo riusciti a guardare un film (grazie Laura e Ceci F. per il film). Dopo vari giri col bus della cittadina, siamo arrivati a destinazione. Non trovando l’hotel, tutti hanno cominciato a provare a indovinare quale fosse, dovendo poi ammettere di essere capitati proprio in un bel posto. Abbiamo fatto una buona cena e siamo poi saliti in una grande sala al 5° piano dove il maestro ci ha riuniti per inaugurare il viaggio e abbiamo poi cantato la bellissima The Long and winding road. Così è terminato il primo giorno di una bellissima trasferta. Martina, Alice, Sofia, Laura F, Alessia, Melissa, Rekha.


Questo viaggio segue il percorso che ho fatto nell’agosto del 1993, la prima volta che andai a trovare TomasMotyl. All’epocami recai a Graz per incontrare la cantante Lisbeth e Roberto il mimo, poi attraverso Vienna e su per i campi che odoravanoancora di carbone e di un’epoca triste del ‘900,scoprivo il mondo dell’est, Prerov, Zabrehna Morave, fino a prendere il trenino che mi portava aSumperk, e guidato dai bambini ai quali avevo chiesto se conoscessero Tomas, arrivavo a casa sua. Di lì a poco andavo a Praga per la prima volta. Il muro di Berlino era caduto da pochi anni, un mondo in trasformazione si apriva ad ogni angolo. Il mio era un viaggio a ritroso,alla ricerca delle radici culturali, della bellezza artistica di un popolo, del futuro del mio giovanissimo Calicantus.In quel viaggio avevo trovato i duetti moravi di Dvorak in una bancarella nella Staromestskenam, dei quali ancora oggi cantiamo ZivotVojensky. Poi nel ‘94 avrei conosciuto Milan a Svagrov, il centro da campo dei Motyli, e il mio sarebbe diventato un lavoro sempre più concreto.
Lunedì di Pasqua 6 aprile

Sveglia: troppo presto per ricordarsene (magari 7:30) poi doccia e colazione molto buona (tranne il succo d’arancia=acqua gialla). Partenza per la visita della fredda città di Graz.“♪♪ Guarda come nevicaaaa, ballo il twist!!♪♪”. Camminare. Camminare, scale, salitone. Servizio fotografico davanti all’orologio. (la seconda fila ha avuto anche il privilegio di allenare i quadricipiti).

E finalmente, pranzoooooooooooooooo “Las lasagnas” e il pane buonissimo!! Poi a stomaco pieno pronti per delle strepitose prove in una “Chiesa” con la moquetteL ritorno “in da bus”.Heiko ci ha fatto fare il giro turistico GRATIS.Poi piccolo riposino in Hotel, partitina a carte e merendina “abbondante”offertada Zuzana.Tutti in partenza pour le grandconcert o fürdas Grosse biggestConzert (in da Church)??
Abbiamo portato il materiale. Laura (Titren) ha portato la lampada per il pianoforte, mentre i ragazzi (forzuti) hanno montato, MONTATO, la tastiera. Che machi!!
Concerto sehrschönemitMusikaKonKrazia (Musica con Grazia). Un gentilissimo signore ci ha fatto il piacere di tradurre ciò che diceva Zuzana (molto conciso). Wah-bah come non mai, 1°e2° anno the best forever.

Riunione after concerto tra chi è ancora in mutande con la giacca e chi è già cambiato.Cena fantastica in un piccolo, ma intimo ristorantino (ci piace XD). Tanti canti per gli hamburger, le melanzane e la Zuzana che ha fatto un discorso molto toccante. Ritorno in albergo. Sonni tranquilli per tutti tranne che per Mario…. che era tormentato dal pensiero della lampada rimasta in Chiesa!Laura T., Marisa e Lia M.

In mattinata ci raggiunge la maestra Zuzana Ronk del coro “Musica con Grazia” del conservatorio Johann-Joseph-Fux e ci guida in una camminata di un paio d’ore su per Schlossberg, con vari cenni storici. Maestra di origine ceche, cresciuta in un coro di bambini, Zuzana è giunta a Graz 30 anni fa e non trovandovi alcuna scuola musicale per bambini, ha creato dal nulla il suo coro e la sua scuola di canto.


Pranziamo in un ristorantino adiacente il conservatorio tenuto da un simpatico libanese e poi si parte per le prove in chiesa. L’acustica è un po’ secca, il coro si sistema largo, ma gli amboni e i pulpiti arrotondano lo spazio dell’altare e la disposizione non è ottimale. Ma è così che un coro cresce, imparandoda ogni situazione. Prova buona, coro attento, bravi!Nel concerto abbiamo il primo incontro con un altro coro. E’ sempre interessante trovare bambini e giovani di altre realtà e vederli cantare. Calicantus sfoggia il suo repertorio, bello carico, poche cose da tenere a bada. Bravi ragazzi!
Martedì 7 aprile
Il risveglio è difficile, ma la forza viene dell’emozione e la voglia di rivedere la terra ceca. Dopo una breve, ma energetica colazione siamo pronti per il lungo viaggio verso Sumperk.

Prima fermata per svuotare i serbatoi (vesciche) colmi di succo d’arancia bevuto in precedenza. Primo passo nella terra morava a Mikulov dove abbiamo potuto prendere un’ulteriore porzione di cultura ceca.
Giunti a Sumpek, Andrea ha il primo sguardo sulla svariata massa femminile e dopo aver accuratamente inquadrato l’obbiettivo è pronto per rinfrescare le sue capacità seduttive.
Dopo essere stati assegnati alle famiglie notiamo subito la grande disponibilità e gentilezza di esse.


Il tragitto verso casa ci ha fornito uno sguardo a 360° su questa cittadina medievale. Poco dopo ci troviamo in un appartamento piccolo ma caratteristico; l’accoglienza della famiglia viene dimostrata dal piccolo e conciso gesto di concederci l’unica stanza dell’appartamento. Non da meno sono stati i pasti che ci hanno abbondantemente saziati, pure gli spuntini riempivano come un pasto. La cena ha rivelato la maestria della madre nel cucinare ogni tipo di cibo. Dopo una lunga, ma satura di emozioni, giornata di viaggio, la ricarica è giunta da mamma Katchka.Dopo tutti a nanna.Andrea, Karim, Remi, Rahel, Inti, Denise, Micaela




La sosta a Mikulov per toilettes ci fa fare i primi passi in terra Ceca, sentire la sua aria, la sua gente, la sua architettura. Arrivando a Sumperk siamo tutti emozionati! Dò le ultime consegne per un bel comportamento in famiglia e anche per segnalare se qualcosa non dovesse andar bene. I Motyli ci accolgono, arrivano anche i francesi, l’aula è colma di persone, abbraccio Simona rendendomi conto che siamo qui senza più Alois, mi si stringe il cuore. Con cura vien fatta la distribuzione nelle famiglie, tutti hanno un posto, tutti hanno voluto ospitare qualcuno. Tanti auguri ragazzi, vedrete che tutto andrà benissimo!


Mercoledì 8 aprile
Nella famiglia dove sono stata ospitata, ho ricevuto una grande accoglienza. Il cibo era abbondante. La ragazza che ci ha ospitato ci ha dato la sua camera e lei ha dormito sul divano. Simona

Dopo aver trascorso la prima notte nelle famiglie di Sumperk ci siamo ritrovati nella scuola “Komin” freschi e pronti per la visita ad Olomouc. Il viaggio è durato un’ora circa, ma a noi sono sembrati solamente cinque minuti, dato che ci siamo raccontati tutta la serata del giorno precedente trascorso in famiglia. Tomas, Honza e Ivana ci hanno accompagnati. Arrivati ad Olomouc siamo scesi dal bus, abbiamo camminato un po’ fino alla Cattedrale. A quel punto ci ha raggiunti un signore che gentilmente ci ha tradotto le varie visite. Entrati nella Cattedrale un bravo organista ci ha sorpresi ed estasiati con il suono del suo strumento. Successivamente ci ha spiegato le particolarità dell’organo di Olomouc, il quale è uno dei più grandi d’Europa e ha ben diecimila canne!
Terminate le spiegazioni, abbiamo cantato Heruwimska e Palestrina per ringraziarlo della sua generosità.
Per la felicità di tutti, siamo saliti sulla “bassa” torre della Chiesa. Dopo le tante scale il panorama ci ha ripagati. In seguito siamo andati nel Municipio di Olomuc dove il sindaco ci ha fatto un piccolo resoconto della storia della città, per ringraziarlo dell’ospitalità e dei regalini abbiamo cantato TenSuchdolski.
Tomas ha dato 100 corone a testa per il pranzo libero (tutti siamo andati al Mc Donald’s). Arrivati alle prove abbiamo constatato che la Chiesa era piuttosto fredda. Dopo di che abbiamo fatto le prove in comune provando per la prima volta Kocar, Hymnus e For the Children. Dal momento che la Chiesa era così fredda non ci siamo cambiati per il concerto al contrario degli altri cori. Abbiamo avuto un repertorio prettamente sacro.

I Motyli hanno cantato per primi e inseguito il coro francese che ha cantato anche Clapyohands.
Con euforia siamo tornati a casa nelle famiglie per un riposo più che meritato. Marina, Maya, Sonja, Giada, Luz e Emilia

I ragazzi cechi vanno a scuola, per questo noi ci troviamo prima delle 8.00. Sono contento di vedere i mieicoristi tutti con un gran sorriso: le famiglie li hanno conquistati. Partiamo per Olomouc, “la piccola Praga” come viene chiamata per la sua importanza culturale, con 20mila studenti e una storia secolare.
La presentazione dell’organo in San Maurizio è molto interessante. Il bravo organista ci suona la Toccata in Re minore di Bach, un brano romantico e un’improvvisazione dove usa vari registri particolari. Un’esperienza apprezzata da tutti malgrado il freddo. Il ricevimento in Municipio è un momento toccante, il vice sindaco visibilmente commosso ci regala il suo sorriso, la sua attenzione calma, che bell’esempio per tutti noi!
Una foto davanti al Municipio e via al bus per le prove a Rapotin. Il villaggio di Rapotin, in zona VelkéLosiny, è piccolo, ma dispone di un gran centro moderno per spettacoli, una sala di almeno 800 posti, palco, luci, acustica, che bella gente! Concerto in chiesa magnifico, ragazzi al top, repertorio sacro, gran momento!


Giovedì 9 aprile
Siamo partiti con il bus, verso il Praded insieme al coro francese tutti belli imbottiti, con l’esperienza molto fredda del giorno prima. Sul bus eravamo intenti a osservare e a fotografare il bosco innevato e quando siamo arrivati sembrava un luogo fatato.Era una giornata molto calda e difatti le nostre facce sembravano dei pomodori. La salita è stata faticosa ma divertente e bellissima. Arrivati in cima ci siamo goduti il bel panorama. Per riprendere le nostre forze abbiamo mangiato un buon pic-nic preparato dalle nostre gentili famiglie. Dopo di che chi è salito sull’antenna ha potuto scattare delle belle foto dal punto più alto della Repubblica Ceca (raggiungibile 1565m). Il ristorante ci ha offerto del tè caldo poi alcuni hanno fatto una battaglia di neve. Oramai era giunta l’ora di scendere, ma prima: foto di gruppo nella neve. La discesa era stata un po’ meno faticosa e più divertente che la salita. Una volta scesi al parcheggio abbiamo fatto una pausa toilette. Arrivato il bus ci aspettava ancora 1h di viaggio per tornare a Sumperk. Rientrati nelle famiglie abbiamo passato una bella serata con loro. Una bella e indimenticabile giornata questa è stata. Adele, Linda, Ceci, Dana, Lia C., Jodie, Samira e Ada
Passeggiata meditativa per me a Praded. Dopo che sono deceduti i miei due maestri Alois e Milan, cerco direcuperare qualche loro “segnale”, qualche riferimento, anche daTomas, dai mutamenti delle generazioni, per capire, per intuire il corso che queste realtà educative stanno seguendo. Tra noi maestri parliamo spesso di come salvaguardare, come favorire ciò che di autentico può esser concretizzato attraverso un coro di bambini. Ciò che di vero è ancora possibile trasmettere, condividere. Ciò che di utile si può ancora contribuire a far emergere dalle giovani generazioni,che ricercano il proprio senso di esistere, di sicurezza,di felicità, alla scoperta di sé, in un mondo che sentono pesare sul futuro.
E ringrazio Svagrov, “il loro Broc”, 22 anni fa, quella sala dove ho incontrato Milan per la prima volta. Lui, Alois e Tomas insieme che incontravo lì, nel loro “covo” segreto e prezioso, lontano dalle città, un luogo dedito solo all’educazione dei ragazzi,alla musica, lì vedevo e assimilavo la passione e la forza di questi uomini, lì vedevo degli uomini grandi dedicarsi ai bambini. Avevo avuto questa fortuna o questa incoscienza di recarmi lontano all’est, su tracce di antichi ideali?Recarmi senza indugio in un centro da campo sperduto fra pinete e ruscelli, nella campagna morava che sapeva ancora di marce di soldati russi, di ferro e ghisa, di povertà e repressione, di cibo semplice e di grande umiltà? Chissà, … da ciò è seguita la splendida storia del nostro coro.
Venerdì 10 aprile
Dopo la faticosa giornata di giovedì, con ancora tutte le facce rosse dalla passeggiata in montagna, ci siamo alzati presto e siamo andati nell’aula dei Motyli. Abbiamo visto un documentario su Sumperk. Anche se c’era una traduttrice è stato un po’ difficile per noi capire tutto perché era in inglese, ma ci siamo fatti un’idea del paesaggio e di come la cittadina stimi e appoggi i Motyli. Poi abbiamo fatto una passeggiata a Sumperk dove una signora ci ha raccontato delle leggende su streghe e miracoli. Tra uno di questi, ci ricordiamo di una mamma che aveva pregato San Teodoro affinché sua figlia, che intanto che giocava con le forbici aveva perso la vista, potesse rivedere. Grazie alle preghiere della madre, la figlia aveva riavuto miracolosamente la vista. Dopodiché, siamo andati in un grandissimo prato a rilassarci un po’, dove ognuno si è svagato a modo suo. Dopo la passeggiata, siamo andati nella mensa della scuola a mangiare, il pranzo è stato molto gradito da tutti e anche un altro dei tanti momenti passati insieme. Dopo aver pranzato, ci siamo ritrovati con le famiglie e alcuni sono andati a casa a riposare per il concerto e altri hanno girato in centro per i negozi. Alle tre e mezza sono cominciate le prove nella Chiesa di Sumperk.
Anche se duravano solo 30 minuti, ci siamo impegnati al massimo e abbiamo ripassato le canzoni che necessitavamo. Abbiamo assistito alle prove dei Motyli e Schola Cantharel che hanno anche loro avuto poco tempo ma fatto un buon lavoro. In seguito siamo andati negli “spogliatoi” e prima di cambiarci abbiamo mangiato un panino per merenda e abbiamo come sempre parlato e riso con gli amici e ci siamo preparati “mentalmente”. Infine ci siamo cambiati e carichi ed eccitati per il concerto siamo entrati in scena, ogni coro ha fatto il suo repertorio. Poi abbiamo cantato benissimo e Mario era molto contento di noi. Abbiamo chiesto a Mario di farci fare Waba-daba-dubi e ha accettato di modificare il programma. Anche quelli del 1° e 2° hanno cantato Waba. E’ stato un successo.
Alla fine abbiamo cantato Hymnus, Kocar e For the Children insieme; è stato bellissimo cantare a fianco di persone di altri cori ma al tempo stesso era strano, perché cantano con un’altra tecnica. Tutti noi siamo stati molto soddisfatti del risultato! Dopodiché abbiamo camminato fino alla sede dei Motyli dove abbiamo mangiato, ballato e cantato. E’ stato un buon motivo per conoscersi tra di noi. Noi del Calicantus abbiamo insegnato alcune canzoni come Maketume e Mango; è stato molto divertente vedere gli altri due cori che provavano ad imitarci, facendo strani gesti. E’ stato commovente vederci scambiare i regali e abbracciarci con persone che una settimana prima non conoscevamo nemmeno.Natasa, Chiara, Simona, Giada, Melissa, Emily, Lena
La famiglia che ci ha ospitate si è scomodata per far stare comodi noi. Ci hanno fatto dormire nella stanza della ragazza e lei è andata a dormire con la mamma. Ci hanno accolte con grande gentilezza e simpatia. Sumperk mi mancherà un sacco, mi piacerebbe tanto tornarci. Un’ospitalità come quella dei Cechi non si trova dappertutto. Jodie
In questa mia prima trasferta, una delle tante cose belle, è quando siamo andati al parco, quello con il laghetto e il castello, a Sumperk. Durante il tempo a disposizione Jodie, Céline, Giulia Adele, Samira ed io ci siamo divertite arrampicandoci sugli alberi, un pino in particolare su di cui abbiamo fatto delle foto, scalato, dondolato… E’ stata una bella giornata e spero di riviverla ancora. Ada

Questo viaggio è stato fantastico e interessante, ho appreso svariate cose riguardo alla cultura e la storia ceca, inoltre ho imparato a conoscere molti coristi di cui prima sapevo poco. Questo viaggio secondo me ci ha uniti di più, come una grande famiglia. A livello musicale i concerti sono stati molto belli e intensi.

Iniziamo le prove nella bella chiesa di Sumperk adibita a concerti. Il coro è pronto, si dà al meglio, l’acustica regala un bel suono. La chiesa è gremita!
Subito dopo il primo brano dei Motyli il pubblico applaude calorosamente, si sente la competenza e il cuore di gente che sa vedere in ciò che ha di fronte, l’impegno, la tenerezza, la magia di bambini e maestri che lavorano per dar vita alla musica. I Motyli eseguono poi brani folcloristici di Jezek in stile jazzy, molto carini.
La Schola Cantharèl si presenta al meglio, con coreografie e bei canti, anche loro ricevono un’accoglienza molto sentita.
Tocca a noi, ci prepariamo nella navata laterale, e via, uno splendido Festa seguito da O Filii, più bello che mai. Il coro è mobile, il suono pieno e omogeneo, fantastico. Segue Zivotvojenskycon uno scrosciante applauso e poi Bring me. Il coro ha voglia di far bene e lo si sente. In alto sulla seconda cantoria scorgo il sindaco.
Prima di Ohisama prendo la parola e mi esprimo in ceco per ringraziare le famiglie tanto ospitali. Segue Ohisama perfetto, magnifico, poi la limpida Heruwimska a semicerchio. E finiamo con Wah bah strepitoso, dinamico, forte, non ci son parole!
Strepitoso successo, ma un successo di gioia ed energia per tutti, grazie anche a un pubblico autenticamente all’ascolto, partecipe del lavoro dei bambini e dei maestri, dell’arte corale, dell’arte dei compositori, un tutt’uno davvero raro. Anche il sindaco ci dice che gli è successo raramente di assisterea un concerto così speciale.
I brani in comune sono un finale incredibile, un sunto di significato e fratellanza per nulla banali! Cari ragazzi, ecco per cosa lavoriamo, ecco il senso del regalo che abbiamo, di poter far musica. E la tazza dell’incontro Motyli, Schola Cantharèl e Calicantus che ognuno di noi ha ricevuto dice tutto dell’accoglienza, del senso e della riconoscenza di questi nostri amici cechi.
Sabato 11 aprile
E’ giunto il giorno di partire… Finito di preparare la valigia guardiamo in ogni angolo per essere sicuri di non aver dimenticato nulla. I nostri cuori però resteranno sempre in un angolo nascosto di questa casa. Ci mancheranno i loro sorrisi, la loro disponibilità e la loro pazienza nei confronti del nostro inglese…
Prima di salire sul bus abbiamo fatto balli e danze con quel coro meraviglioso. Mentre partivamo con il bus ci hanno rincorso.
Arrivati a Praga siamo andati a vedere la magnifica biblioteca di Strahov. Siamo rimasti colpiti e affascinati dallo spettacolo che si è mostrato dinanzi a noi. Dopo siamo andati a visitare un castello con la magnifica Cattedrale di S.Vito. Sul bus le più “grandi” hanno raggruppato il cibo che non avevamo mangiato e sul ponte Carlo lo hanno distribuito ai meno fortunati.
Alla sera ci siamo fermati in una piazza per girare tra i negozi. Era impressionante notare la varietà di profumi e la felicità sul volto della gente che, finalmente, poteva uscire in una serata abbastanza calda. Esausti, ma contenti per questa magnifica avventura siamo saliti sul bus e dopo aver visto un film ci siamo addormentati…
Al nostro risveglio ci siamo trovati tra le maestose montagne svizzere dove abbiamo mangiato una gustosa colazione con ancora in bocca i sapori della Repubblica Ceca.
La nostalgia c’era, ma d’altra parte avevamo anche un po’ voglia di tornare a casa! Valentina, Maria, Giulia, Céline
Parole dal cuore…
Questa trasferta per noi è stata, oltre che la prima, una bellissima ed emozionante esperienza. Abbiamo vissuto dei momenti indimenticabili. Quello più triste è stato dire addio (per il momento) ai Motyli che ci avevano ospitati con tanta gentilezza. Questa trasferta non la dimenticheremo mai! Speriamo che rivivremo questi viaggi il più presto possibile. Grazie! Samira e Ada

Questa è stata la mia seconda trasferta. Ero un po’ preoccupata per la questione della lingua. E’ stato molto bello convivere in famiglia. Mi è piaciuto moltissimo fare Wah-bah… all’ultimo concerto! Nel coro si vivono emozioni che fuori non si provano affatto. Ero contenta da una parte di tornare ma dispiaciuta di lasciare la mia famiglia Ceca. Questa trasferta secondo me è stata stupenda. E’ stato meraviglioso rafforzare le amicizie e trovarne di nuove con cui è nata un’intimità stupenda, che non potrò mai avere con i ragazzi che ci sono a scuola. I posti che ho visitato rimarranno per sempre nel mio cuore, le persone che ho conosciuto anche, siccome sono state molto ospitali e gentili con me. Trovo che la Repubblica Ceca sia una terra ricca di cultura e sono molto onorata per aver potuto visitarla a quest’età. Un grazie a tutti quelli che hanno contribuito alla realizzazione di questa bellissima trasferta. Emilia
Questa è la mia prima volta in Repubblica Ceca e mi sono divertita come non mai. Dal 1° all’ultimo giorno non ho avuto che impressioni positive. Una cosa che mi ha impressionata molto è l’umiltà dei Cechi, nella nostra famiglia la camera più grande della casa è stata offerta a noi! I posti che abbiamo visitato erano stupendi proprio come la gente! Ringrazio Mario, lo Staff, il coro dei Motyli e infine il coro Calicantus per avermi fatto vivere un’incredibile avventura che rimarrà per sempre nel cuore. Samira

Un cosa che ricordo molto bene è l’amicizia che unisce i cori. E’ bello sapere di avere un’amicizia a distanza. E’ triste la partenza, si ha malinconia, ma sapere che probabilmente in futuri ci si rincontrerà ti fa sorridere. Molte volte penso al momento che li rivedremo, quando assieme ricorderemo i bei momenti passati assieme. Avere qualcosa in comune, anche a distanza ci unisce, e quando si canta tutti assieme non c’è differenza di lingua o di età, si è tutti uniti e attraverso alla musica ci si conosce. Una delle cose che mi ricorderò di più è la nostra amicizia qui a coro. Ho (ed abbiamo un po’ tutti spero) imparato a conoscere i nostri compagni e noi stessi. Ho capito quanto le persone a coro siano capaci di accettarti veramente per ciò che sei, forse perché abbiamo un obiettivo in comune, forse perché la nostra passione ci unisce o forse semplicemente perché le persone che fanno parte di questo grande gruppo sono veramente speciali.
Tornata a scuola ho sentito la mancanza delle ragazze di coro, mi mancava passare la serata a parlare con Marina prima di addormentarmi e venir svegliata da Ivana (del coro Motyli) con un fine “goodmorning” e fare colazione con la “nostra” famiglia. Tutte le amicizie mi sono mancate e ancora mi mancano. Queste persone pur essendo lontane, con cui si ha meno possibilità di vedersi , sono quelle che ti conoscono meglio di chiunque altro. Quelle persone che sono in grado di non giudicare ma di dare la propria opinione. Quelle persone pazze al punto giusto che sanno essere anche molto intelligenti e mature. Queste sono le persone più importanti, quelle migliori, quelle vere che probabilmente resteranno per sempre. Luz
Lettera ai genitori coristi del coro Principale Locarno, 14.04.2015

Complimenti genitori !

Nostri ragazzi hanno lasciato un’ eccellente impressione durante la trasferta Austria – Repubblica Ceca.

Sono stati come un bellissimo esempio di gruppo educato, disciplinato, in sintonia con l’ambiente, con le famiglie ospitanti ma soprattutto con il loro maestro e direttore Mario Fontana e la cara e bravissima pianista Simona Crociani . Che ragazzi stupendi !

Hanno dimostrato in ogni concerto una grinta nel cantare, la capacità di impressionare e emozionare un pubblico disponibile e attento a diverse espressioni artistiche, ma che con i nostri ragazzi hanno potuto riscattare la gioia, l’amore, lo spirito di pace e unione delle canzoni, la nostalgia della loro infanzia, per essere lì con il nostro Coro Calicantus ! Quando i nostri giovani cominciavano a cantare era come un incantesimo! Silenzio e rispetto dalla parte del pubblico. Chi ha sentito e visto il Coro Calicantus in queste città è rimasto stupito sia dalla disciplina ma anche dalla professionalità, dell’ impegno ma anche della grazia e naturalità ad affrontare insieme ad altri cori brani in altre lingue, con una pronuncia e chiarezza eccezionali!

Come in ogni viaggio sicuramente c’erano dei momenti faticosi, ma i momenti belli hanno superato tutta la fatica e i nostri ragazzi l’hanno dimostrato bene. Questo anche perché sono stati ricevuti e voluti dalle famiglie che li hanno accolti, curati e sorvegliati e ho potuto guardare da vicino quanto i nostri giovani stavano bene.

Ho potuto osservare l’immenso lavoro di preparazione del team nei mesi precedenti il viaggio, la sistemazione dei ragazzi nelle famiglie, gli orari vari, il tempo di azione e di riposo programmato, prove e spostamenti, alimentazione, assistenza per i primi soccorsi... Era ammirabile come tutto funzionava !

Ho visto un gruppo di persone, dal Maestro Mario Fontana fino alle monitrici, preoccupati di farli stare bene i nostri ragazzi, premurosi sia con le situazioni individuali che con lo svolgimento di tutto il gruppo. Era incoraggiante per ogni genitore come noi, la situazione che si presentava perché i nostri figli stavano bene !

Ovviamente come madre e monitrice, anche se ero a disposizione del nostro piccolo Vito per gli impegni della mamma, accompagnando il coro durante questi giorni, ho potuto capire che tutto questo episodio nella vita dei nostri figli non si svolgerebbe senza la figura del maestro Mario Fontana che ha chiaramente dimostrato e spero che tutti abbiano capito, che le esigenze tecniche e musicali richieste ai nostri figli sono le stesse esigenze che lui stesso richiede a sé stesso e a tutti quelli che si impegnano ad aiutare. La precisione, il rispetto, il vedersi al posto dell’altro, sono importantissimi per portare avanti un grande progetto come questo.

Un maestro anche sensibilizzato ad informare i suoi allievi in ogni occasione, una persona che non risparmia sforzi per condividere le sue esperienze, sia facendo uso delle sue risorse linguistiche come l’inglese, il tedesco, il ceco o tramite le guide locali, per chiarire ai nostri figli la storia di ogni posto che visitavamo.

Si cari genitori, grazie mille per ogni carissimo ragazzo o ragazza che avete, e vi prego di continuare sostenendo questa bellissima e importante attività e anche di sentirvi a vostro agio per condividere, lasciare le vostre impressioni, e avvicinarsi di più al Coro Calicantus, anche perché così possiamo riscattare la ricchezza di essere insieme e abbracciare non solo i nostri ragazzi ma anche le sue scelte, le sue canzoni, le sue azioni.

Grazie Maestro Mario Fontana, la pianista Simona Crociani e tutto il team competente e sensibile che ha badato per i nostri ragazzi. Braviiiiiiiiiii !

Tanti saluti, Regina Hösli.

Tour Italia – lettera dei coristi
Aprile 2014


Il mese scorso abbiamo fatto un grande viaggio, in cui abbiamo vissuto tante bellissime emozioni.
Durante questa settimana abbiamo avuto l’occasione di conoscerci meglio e approfondire la nostra amicizia: il nostro gruppo si è unito davvero!
Innanzitutto dobbiamo rendere omaggio alla musica: è ciò che ci dà la possibilità di fare queste magnifiche esperienze. Grazie al maestro e al grande lavoro che abbiamo svolto e all’energia che ci abbiamo messo siamo riusciti a realizzare dei concerti meravigliosi nei quali, tutti insieme, abbiamo creato qualcosa di veramente speciale. Le emozioni che si provano durante questi bei momenti sono davvero intense, e nell’aria si sente che si è creata un’unione e una fantastica magia. Quando, alla fine di una canzone, guardavamo il pubblico, leggevamo lo stupore su ogni volto, tanti bei sorrisi e anche qualche lacrima. Ciò significa che siamo riusciti nel nostro intento, ovvero quello di trasmettere emozioni: ci siamo tutti molto commossi.

Il più bello viene quando tutte queste belle sensazioni riusciamo a condividerle anche con altre persone, in particolare con altri cori. Dedicarsi alla propria passione, la musica e il canto, insieme ad altri ragazzi è una grande fortuna. In questo viaggio siamo stati accolti dal coro Gioventù in Cantata. È un coro molto bravo, e, come noi, quando sale sul palco si diverte, dando il massimo e mettendoci il cuore. Questo ha reso il nostro incontro musicale ancora più, emozionante e arricchente: insieme siamo una bomba!

Se uno degli scopi di questa trasferta era quello di aprirci di più alle persone, abbiamo avuto un ottimo esempio. Infatti, la gente del posto dove siamo stati accolti si è mostrata estroversa e spontanea, pronta a conoscere noi, le nostre abitudini e la nostra cultura. Le famiglie che ci hanno ospitati ci hanno trattati come fossimo amici di lunga data. Grazie a tutto questo siamo riusciti a stringere una grande amicizia fin da subito, e tra i coristi è nata una vera e propria affinità. La canzone “La bandiera di sole” di Fausto Leali dice proprio questo: “e verrà e sventolerà l’unica bandiera, mano che finalmente è bianca nella nera”, nel senso che una volta superate le differenze si riesce ad apprezzare e a voler benea persone con altre culture.

Un’altra cosa che ci ha colpiti è il grande interesse che le autorità locali ci hanno riservato; questo dimostra quanto l’educazione musicale sia importante nella cultura del posto.Cultura davvero molto ricca, e non solo dal punto di vista dell’aperto e solare carattere della gente, ma anche per lo spettacolare patrimonio culturale: le magnifiche città, con tutti i loro bellissimi monumenti e chiese, ci hanno fatto rimanere a bocca aperta. Parte integrante della cultura è anche la tradizione culinaria, che abbiamo potuto apprezzare pienamente in ogni tappa del nostro viaggio, con tanti nuovi e gustosi piatti.

Ci sarebbero molti altri momenti da raccontare, ma tante cose sono difficili da esprimere a parole.
Ora che il viaggio è terminato e che siamo tornati alla “normalità”, non ci resta che fare tesoro di ciò che abbiamo vissuto. Abbiamo tutti imparato molto e non solo dal punto di vista musicale, ci siamo arricchiti e abbiamo fatto magnifiche esperienze. Adesso abbiamo tanti bellissimi ricordi.

Vogliamo quindi ringraziare il maestro e tutti coloro che hanno reso possibile questo viaggio, dandoci un’opportunità unica e indimenticabile.
Un grande GRAZIE

I ragazzi del Coro Calicantus

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  • Mi sembra che grazie a questo tour ho capito cosa significa la parola “collaborazione” e che se anche altra gente ne scoprirebbe il significato, sarebbe un mondo migliore per tutti!
  • Mi piaceva tanto quando la sera cantavamo con tantissima voglia e felicità.
  • Questo tour è stato fantastico, soprattutto cantare insieme e divertirci, ho imparato qualcosa che senza il coro non avrei potuto imparare.
  • Mi è piaciuto molto cantare insieme in quelle magnifiche chiese e come ci hanno accolto tutte le persone, mi è piaciuta l’organizzazione. Mi è piaciuto che nel coro tutti hanno età diverse ma siamo tutti amici e siamo legati da una cosa molto importante, amiamo tutti cantare!
  • Il tour è stato fantastico, lo rifarei subito. Alcune volte mentre canto mi vengono i brividi, ma non per il freddo ma per le bellissime canzoni che cantiamo insieme.
  • Abbiamo fatto sei meravigliosi concerti in cui mi sono emozionata moltissimo.
  • Mi ha colpito l’organizzazione del coro e di chi ci ha ospitati. Mi ha reso felice che c’era molta gente ai concerti. Mi ha colpito l’unione del nostro coro, come ognuno di noi sostiene l’altro e quanto ci vogliamo bene. Siamo un coro speciale con tanti stili di musica e abbiamo l’opportunità di fare viaggi stupendi, grazie!
  • Il coro ti fa vivere esperienze indimenticabili che possono cambiare la persona interna di ognuno positivamente. Il coro ti da la possibilità di conoscere persone diverse e più colte, che si distinguono dal “branco” comune, che sanno fare lavoro di gruppo, cosa che non tutti riescono a fare!
  • E’ incredibile quanto sia gratificante vedere le persone felici dopo un nostro concerto. Con questo tour ho imparato a cercare il lato positivo di ogni cosa.
  • In particolare ho apprezzato molto l’unione che si è insediata tra tutti noi coristi senza nemmeno che ce ne accorgessimo. Ho apprezzato parlare con tutti e vedere con quale naturalezza si riescono a instaurare rapporti con ragazzi di tutte le età.
  • In parole povere il Tour de Suisse è stato magico. Ho amato i momenti dei concerti perché cantavamo per l’altro e con il cuore. Era da tanto che volevo andare a Berna.
  • Trovo bello visitare queste città e poi alla sera ringraziare l’ospitalità dei cittadini con i concerti. Una delle cose che mi affascina sono le espressioni del pubblico durante il concerto.
  • Tutti noi e le persone che ci stanno vicine e ci aiutano, crediamo in qualcosa di comune che ci rende uniti.
  • Un momento che mi è piaciuto del tour è quando stavamo sul bus e parlavamo e raccontavamo inostri pensieri agli amici. Ho scoperto molto di altri coristi che non sapevo. E’ stato stupendo al Palazzo federale poiché abbiamo scoperto dove i politici prendono tutte le decisioni sulla Svizzera.
  • Con una settimana così bella e un’amicizia così forte ci si dimentica tutto ciò che è nella nostra “vita quotidiana”. Noi abbiamo dato forti emozioni, e loro ci hanno dato un’accoglienza fantastica con il cuore.
  • E’ incredibile scoprire di avere, grazie al canto, risorse che mai si avrebbe creduto di possedere. Ogni volta si impara ad osservarsi da un altro punto di vista, ogni volta ci si scopre un po’ diversamente. E’ un viaggio che ha luogo in noi stessi. Abbiamo scambiato emozioni intense e sorrisi con un pubblico che mai conosceremo di persona, ma che in quel momento è diventato un tutt’uno con noi.
  • A mio parere per quel che concerne l’aspetto culturale il Tour è stato un arricchimento e ci ha fatto conoscere le diverse sfaccettature della Svizzera. I concerti sono stati magnifici; pur essendo di diverse età il gruppo era compatto ed emanava un’energia straordinaria sia a noi che al pubblico.
  • Per prima cosa c’è l’organizzazione nei minimi dettagli e ringrazio il maestro e le sue collaboratrici. Secondo, i concerti che come tutti ricorderanno sono stati indimenticabili. Poi la visita a Palazzo federale che è stata sicuramente istruttiva e molto interessante. Bella la visita alle cascate del Reno e al Sea Life.
  • La cosa più straordinaria che ci legava l’un l’altro era la musica!! Senza di lei non conoscerei quasi nessuno di questo coro, non avrei vissuto queste bellissime emozioni. Senza il coro non saprei cosa è veramente la musica. Grazie mille agli organizzatori dei generosi pasti e dei dormitori, grazie ai monitori e a Mario!
  • Magici i momenti dove la sera, ci riunivamo e cantavamo ancora le più belle canzoni come “Letit be”.
  • L’energia di questo viaggio del coro è straordinaria, oltre qualsiasi emozione normalmente conoscibile. La bellezza della musica è piena di colori, piena di soluzioni a qualsiasi realtà, un rifugio, è un mondo che è oltre, è al di fuori di ogni sentimento negativo del mondo reale. Grazie a questo mondo fantastico.
  • Questo tour de Suisse mi è piaciuto moltissimo, è stata una delle mie esperienze più belle. Cantare “Ave Maris Stella” e “Heruwimska” sono le canzoni più belle da cantare. Grazie tantissimo a Mario e a tutte le signore che ci dedicano il loro tempo.

14-24 agosto: Il campo estivo
Come ogni anno il campo estivo del 2011 è stato ricco di eventi, incontri, emozioni ed ovviamente di tanta musica. Ci siamo immersi in un “nuovo mondo musicale” grazie alle fantastiche composizioni di John Rutter che abbiamo orgogliosamente eseguito con l'OSI e Diego Fasolis nel periodo di Natale. Non sono mancate le belle e nuove canzoni di Ivo che, con nostra gioia, è venuto ad insegnarcele di persona!
Abbiamo ricevuto altre belle visite come quella di Luco e Pierre-André (responsabile dell'associazione degli andicappati mentali a “La Branche”). Quando entriamo in questo magnifico e particolare villaggio, La Branche, veniamo sempre travolti da forti emozioni poiché avvertiamo la presenza di persone pure d'animo, anche se apparentemente diverse da noi. Ci è anche piaciuto molto andare in piscina e, per i più grandi, accogliere tra noi i nuovi coristi.
Chiara, Rekha, Giada, Kerstin

6-8 ottobre: Invito del coro del Sud Africa “South Cape Children's Choir”
La parte più divertente è stata quando abbiamo cantato il bis al concerto al Papio: abbiamo terminato cantando insieme “Dubula” senza sapere tutte le parole e i gesti.
Il momento più emozionante è stato prima della partenza del coro del Sud Africa: hanno formato un cerchio attorno a noi e ci hanno cantato una preghiera.
Marisa, Ronja, Martina, Natasha, Zeno

I week-end di studio
Pur essendo un week-end freddo, la forza di gruppo ha scaldato l'atmosfera che ci ha aiutato ad imparare l’Oratorio di Natale di Camille Saint-Saëns in pochi giorni.
La neve, pur molta, non è riuscita ad impedire l'arrivo del coro femminile, che con simpatia ci ha aiutato con le canzoni. Un grazie alle monitrici per i giochi e la passeggiata.
Joao, Micaela, Olivia, Laura F., Sofia B.

26 novembre: Concerto con i “Cantori delle cime” al palazzo dei congressi di Lugano
Sono stati davvero gentili a offrirci la cena che era davvero buona!
Anche se si sono un po' dilungati con la presentazione del repertorio è stato interessante sentirli cantare.
Ci è piaciuto molto eseguire la “Teresina Bella” con degli uomini, perché non cantiamo quasi mai con delle voci virili.
Karim, Lia, Sonja, Alice, Rahel

4 dicembre: Concerto di Natale con tutti i cori della scuola
Notare come ogni voce cresce e matura nel corso degli anni ci rende orgogliosi di appartenere a questo coro. Cantare insieme ci ha fatto capire che la musica va oltre alle diversità di età e lingua.
Vedere l'impegno e l'amore con cui i bambini cantano e perseverano in un unico e comune obiettivo ha reso tutti noi pieni di gioia e ammirazione.
Nathalie, Laura M. Elena, Emilia, Amin

18-21 dicembre: Prove e concerti di Natale con il coro e l'orchestra della Svizzera Italiana, direttore Fasoils

Ci siamo preparati molto per questi concerti meravigliosi. Non tutti hanno la fortuna che abbiamo noi. Il coro ci ha regalato l'esperienza in un mondo diverso.
Cantare con l'orchestra e con il coro della radio è stato indimenticabile e ci siamo sentiti come piccoli professionisti, nonché fieri di far parte di questo gruppo.
Imparare a conoscere un altro direttore ci ha fatto crescere e apprezzare ancora di più la musica e il modo che ha il nostro maestro di trasmettercela.
Filippo, Melissa, Sofia, Fabienne

3-4 marzo: Trasferta a Savognin e concerto con il coro virile Surses
Anche se l'hotel non era dei migliori, in compagnia ci si diverte sempre. Abbiamo scoperto nuove culture e nuove usanze...
Andando in una specie di “carrozza” che schiacciando un solo bottone si trasformava in una slitta e scivolava sul magnifico paesaggio di Savognin innevato. Cantando dolci melodie abbiamo convinto il gentile “cavaliere” a venire al magnifico concerto. Cantando con il coro virile ci siamo affascinati...
Maya, Marina, Inti, Tamara

22-25 marzo: 5° Festival internazionale di voci bianche “ponte del canto” - Calicantus, Severacek, MotyliNonostante la lontananza e la lingua diversa, si mantengono forti legami di amicizia, grazie al canto. E' stato bello insegnarci l'un l'altro le danze e, attraverso queste, entrare in diretto contatto con ognuno di loro.
Siccome non parliamo la stessa lingua era difficile comunicare tanto; ma ciò che ci ha colpito maggiormente è stato che, come per magia, intonata la prima nota, eravamo in sintonia, non c'era più alcun ostacolo nel parlare, poiché gli sguardi, i sorrisi e i gesti dicevano più che tre ore di conversazione.
Quando un coro parte, soprattutto i cori cechi, c'è un legame talmente forte che ci rende tristi. Inoltre il fatto di non sapere se mai li rivedremo provoca in noi un vuoto. Ma, tornati a casa, ripercorrendo uno a uno tutti i ricordi, ci rendiamo conto che, nonostante il futuro incerto, ci portiamo dentro un bagaglio e un ricordo unico e straordinario.

16-20 maggio: 8° Festival dei cori giovanili, BasileaIl viaggio a Basilea è stato l’ultimo di una serie di magnifici viaggi, che ha concluso questo meraviglioso anno corale. Potersi confrontare con molti cori con uno stile diverso di musica di alta qualità, è stato molto interessante ed istruttivo. Il concetto di adattabilità è stato elaborato da tutti. Basilea è sicuramente una città molto bella, ma noi l’abbiamo vista con degli occhi diversi, o per meglio dire, sentita con delle orecchie diverse, le orecchie attente solo alla musica.
Laura T., Lia, Rémi

  • Ogni viaggio è unico e meraviglioso ed al ritorno di qualunque trasferta ci si sente diversi, questo perché si impara sempre qualcosa di nuovo. Noi coristi, nel nostro piccolo mondo e nelle nostre abitudini quotidiane, ci trasformiamo. Una volta arrivati a casa abbiamo come la sensazione di avere degli occhi nuovi con i quali osserviamo le cose attorno a noi in modo più intenso. È una sensazione strana da spiegare, perché solo chi vive queste emozioni uniche e speciali potrebbe veramente capire. Esistono parole che esprimono totalmente tutte queste sensazioni? È difficile dirlo. Il nostro compito sta nell’ esprimerle attraverso il canto.
  • Quando torniamo alla vita comune (perché quella nei viaggi si può solo definire straordinaria) nel nostro cuore portiamo una grande esperienza, un grande bagaglio di vita. Difatti quest’ultima trasferta a Losanna è stata bellissima. La musica è ciò che legava tutti noi, tutti i cori, nessuno escluso, nessuna differenza di alcun tipo. La musica era li per noi, lei non distingue, lei non tradisce, esige e noi la rispettiamo. Le differenze di lingue sembravano non esistessero: cantavamo insieme, sperimentavamo nuove danze, le insegnavamo e le imparavamo dagli altri. L'unica lingua che conoscevamo era lei, la nostra amata musica.
  • Ci sono vari ricordi che porteremo per sempre nel nostro cuoricino ma uno tra i più belli è stato quello del battello. Non dimenticheremo mai quel tramonto che ci accarezzava l'anima riscaldandoci i cuori. La nostra mente non era solamente trasportata dalle acque del lago ma soprattutto dalla musica. Un'emozione che voleva scoppiare. Passare vicino a Montreux è stata una grandissima gioia, sembrava di poter rivivere il concorso del 2010, proprio lì, davanti al sole che calava: la gioia nei nostri occhi, la soddisfazione sul nostro volto e un profondo orgoglio.
  • È stato molto bello poter cantare con gli altri cori le canzoni del Songbook, anche se magari alcune non le dovevamo preparare, abbiamo comunque provato ad improvvisare sul momento: perché la musica è una grande sperimentazione. Il workshop è stato molto divertente ed educativo. Anche poter vedere gli altri cori è stato importante per la nostra crescita corale, nel bene e nel male dalle altre persone si può sempre imparare e cosa più importante non si smette mai di farlo.. Rivederli nel corso degli anni, nei loro cambiamenti, nei loro diversi repertori e nei loro miglioramenti è stato un grande apprendimento per tutti noi.
  • Abbiamo vissuto, come sempre nel coro un’esperienza emozionante.
  • Nei due viaggi che abbiamo fatto abbiamo incontrato delle persone fantastiche che ci hanno fatto sentire una grande famiglia. Ci ha fatto molto piacere aver avuto la possibilità di cantare e danzare insieme ad altri coristi. Grazie al coro abbiamo scoperto culture e tradizioni differenti alle nostre.

Calicantus in Russia – aprile 2006

Che in Ticino fosse sbocciato, ormai già da qualche tempo, un fiore musicale di estrema grazia e dal profumo inebriante, qualcuno già lo sapeva. Che poi questo fiore si chiamasse "Calicantus" e fosse il frutto della grande competenza e dedizione del Mo. Mario Fontana e dei suoi più stretti collaboratori, musicali e non, era forse anche chiaro. Ma era forse non completamente chiaro al pur competente pubblico di appassionati (e alla cerchia più ristretta dei recensori e critici musicali) che il valore musicale ed educativo di questa realtà corale fosse ormai di livello non solo svizzero ma assoluto. La recente affermazione con il primo premio al Concorso svizzero di Glarona e la brillante tournée russa, credo abbiano confermato l'originalità e la pienezza di contenuti dell'esperienza del coro di voci bianche locarnese, anche in confronto con ambienti di più lunga e ricca, tradizione.

Una considerazione che continuamente sento ricorrere fra chi ha occasione di collaborare col "Calicantus" è quella che riguarda la capacità di emozionare e comunicare, sia quando il coro è alle prese col repertorio di più facile ascolto, sia quando è impegnato in pagine rare della polifonia europea o della coralità barocca. Il suo particolare fluido sonoro è fisico, dove il suono è movimento, e il movimento è gesto e parola, e la parola suono sin nella più ostica articolazione di consonanti. La sensazione è che "Calicantus" riesca a chiudere quel cerchio ideale, un po' leonardesco, tipico della ricerca di una musicalità "a tutto tondo" rispettosa ed esigente nei confronti della persona intera e di quel "collettivo" che, come ricorda spesso Mario Fontana, è molto più della somma delle parti, guidato da un direttore che non è corpo esterno all'organismo "musicante", ma ne è parte completamente coinvolta e in evoluzione.

A San Pietroburgo, dove il coro è stato presente con quattro concerti tra il 16 e il 23 aprile 2006, è stata evidente la ventata di novità e di stimolo che "Calicantus" ha rappresentato anche per gli attuali esponenti della grandissima tradizione corale russa. A confronto col pur ottimamente "attrezzato" coro Russo di voci bianche dell'Art Lyceum pietroburghese, formato da voci ottimamente formate e guidato da un'autorevolissima direttrice, il "Calicantus" ha dimostrato come, seguendo un processo educativo e musicale basato essenzialmente sul lavoro collettivo e con un'ottica non selettiva nei confronti dei membri del gruppo, il risultato artistico della performance può essere entusiasmante, il lavoro stilistico sul repertorio accuratissimo e vario, il grado di coinvolgimento dei giovani artisti altissimo. Un'esecuzione da parte del "Calicantus" di "Ticket to ride" dei Beatles, è stata ammiratissima da parte delle stupefatte e giovani coriste dell'Art Lyceum,
alcune delle quali hanno entusiasticamente e spontaneamente provveduto a fornire, sedute tra il pubblico, un accompagnamento da coriste di rockband. Inoltre i direttori di coro della città, riuniti nella prestigiosa sede di Palazzo Achnikov e sotto l'egida della loro autorevole presidentessa, hanno ascoltato ed apprezzato una vivace conferenza di Mario Fontana che, insieme al coro, ha spiegato la propria filosofia e la propria prassi educativa ad un competente pubblico di specialisti, suscitando notevole interesse, esplicitato in calorosissima approvazione e numerose richieste di approfondimento.

Una settimana entusiasmante, quella sulle rive della Neva: in una città che l'operosità e la creatività ticinese hanno contribuito a fondare, "Calicantus" ha portato un notevole esempio di che si fa musicalmente in Ticino oggi...talvolta con improba fatica e tra mille difficoltà.

Mo. Stefano Bragetti

  • E’ stata una trasferta magica e straordinaria, un’esperienza unica che ci ha fatto crescere.
  • Fantastica l’idea di registrare un disco, poterlo poi ascoltare e sapere che ci sei dentro.
  • Ogni cosa era importante, c’erano un sacco di dettagli da ricordare e da stare attenti. Ogni piccolo rumore era da evitare ed è stato favoloso vedere tutti concentrati nella musica, un giorno come tutti gli altri.
  • E’ stata un’esperienza indescrivibilmente meravigliosa, per il semplice fatto che la gioia fiorita in ognuno di noi era come una sfera di cristallo che racchiudeva tutto il bene e il bello della vita….e tutto il resto esisteva solo in un mondo lontano dal nostro!
  • Ad ogni canto, la musica attraversava il nostro corpo facendoci entrare in un’altra dimensione, un mondo più bello: quello della musica! Non vedo l’ora di rivivere questa esperienza per arricchirmi maggiormente insieme a tante persone fantastiche!
  • Grazie alla voglia di riuscire siamo riusciti a produrre momenti di musica intensa. Dimostrando unità e collaborazione da parte di tutti, è risultato chiaramente il valore dell’appartenenza e siamo riusciti a superare i nostri limiti.
  • Eravamo così presi dal voler dare il meglio di noi: la musica ci ha permesso di lasciare spazio alla nostra ispirazione.
  • Abbiamo condiviso un meraviglioso modo di esprimerci.
  • E’ stata bellissima quella sera aver potuto cantare fino alle 23.00, non essere stanchi e voler ancora continuare anche se il maestro avrebbe voluto finire.
  • Eravamo proprio lì coscienti di quello che stavamo facendo. La musica è proprio una delle cose per cui vale la pena di vivere.
  • Nella vita bisogna immortalare i momenti più magici e belli e se li hai vissuti è bello ricordarli. La paura più grande dopo un viaggio così coinvolgente, è di dimenticare.
  • Posso solo dire che è veramente stata una delle più belle trasferte che ho fatto! Quando cantavamo sia al concerto che durante le registrazioni, sentivo una strana energia che ci teneva tutti uniti.. Avrei continuato a cantare per tutta la notte…La stanchezza era l’ultima cosa a cui pensavo, perché la voglia di cantare era troppo grande!!
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